Anche quest’anno abbiamo visitato l’ISPO di Monaco, la passerella in cui sfilano le più importanti (motivo per cui è vietato non esserci) aziende nel mondo outdoor. Mi piace osservare come sta evolvendo il settore. C’è un gioco di forze affascinante: da un lato, l’immaginazione e la creatività delle aziende al servizio delle persone appassionate di attività all’aria aperta (sportive, ma non solo); dall’altro, un mercato in rapida evoluzione, che non sempre segue una direzione positiva – la crisi ha colpito ovunque.
Le aziende sono ancora focalizzate a costruire un mondo intorno ad un target? E come lo visualizzano, questo target? Queste sono le domande che mi sono posto, girando in questa fiera che mi è piaciuta perché vedo che ha saputo parlare in modo diretto alle persone, agli sportivi. Abbiamo visto tramontare quella antipatica dose di supponenza con cui alcune aziende volevano far credere che il loro prodotto fosse solo per i primi, il solo in grado di donare prestazioni e vittorie.
Abbiamo visto in giro una bella dose di umanità e onestà, anche nelle grandi aziende che, grazie a straordinarie risorse messe in gioco, hanno raggiunto risultati d’eccellenza.




