Mobile first index, ecco cosa fare per adeguare il proprio sito

 
 

7 novembre, 2018 -

Negli ultimi anni la navigazione da dispositivi mobile ha assunto sempre maggior importanza, al punto da superare già nel 2016 la navigazione da altri dispositivi, sia dal punto di vista della quantità di visite che dal punto di vista della loro durata. Fino ad oggi esistevano due “indici” di Google, uno per la navigazione desktop e uno per la navigazione mobile: quindi due due crawler distinti analizzavano i siti web determinando il posizionamento secondo parametri differenti. Questo comportamento seguiva inoltre una logica del tutto ragionevole: l’obiettivo di Google è sempre stato di fornire alle persone le migliori informazioni possibili, tenendo conto anche del contesto in cui si trova una persona. Per spiegare meglio questo concetto: se sono per strada e cerco “pizzeria”, è molto probabile che abbia fame e stia cercando qui ed ora di mangiare una pizza, mentre se la stessa ricerca la faccio da desktop, sarà più probabile che stia eseguendo una ricerca per trovare la pizzeria che soddisfa al meglio le mie preferenze.
L’annuncio da Google è il 26 Marzo scorso con un post sul suo Webmaster Central Blog: “dopo un anno e mezzo di attenta sperimentazione e test”, si legge, “abbiamo iniziato a migrare i siti che seguono le best practice per l’indicizzazione mobile-first“.
La svolta decisa ora da Google è di enorme portata: è stata del tutto eliminata la differenza tra l’indice mobile e l’indice desktop, di fatto eliminando quest’ultimo. Non solo: anche nella navigazione desktop vale l’insieme di fattori di posizionamento che vengono utilizzati per ordinare i risultati della ricerca. Sempre più spesso le persone si soffermano ai primissimi risultati delle ricerche, e quindi le prime posizioni sono oggi di enorme importanza. Un sito posizionato oltre la prima pagina di ricerca è di fatto del tutto non posizionato in quanto il sito non verrà visualizzato da nessuno nel momento in cui sta cercando sul web un prodotto o servizio che il sito offre. Secondo una ricerca svolta da Chitika, la prima pagina di Google porta il 90% del traffico, ma la prima posizione da sola vale il 32% delle ricerche.

Cosa bisogna fare se il sito non è stato progettato in modalità mobile friendly

Il primissimo aspetto di cui tenere conto è che non ha più senso strutturare l’architettura del sito mobile in modo differenziato, in quanto il posizionamento sarà comunque determinato dalla versione mobile. Se il sito web è stato progettato secondo la tecnologia responsive, il passaggio al first mobile index avrà molto probabilmente un impatto limitato sul posizionamento. Molto probabilmente, nella progettazione del sito il fattore velocità di caricamento avrà un peso ancora maggiore: sappiamo ormai da tempo che questo parametro è un importante fattore di posizionamento, ma per la navigazione mobile lo è ancora di più (le persone in mobilità sono meno disposte ad attendere il caricamento di pagine web lente, perciò preferiscono i siti veloci).
Al momento, il passaggio al mobile index non è avvenuto per tutti i siti: si ritiene che la migrazione avverrà entro il 2018. Le informazioni che possediamo potrebbero essere integrate con novità che ancora non conosciamo: è molto importante perciò rimanere sintonizzati sul tema, pronti a recepire ogni novità rilasciata da Google.